Presentate la ‘Guida ai Vini di Puglia’ e ‘La Puglia è servita’ 2015

Da oggi in libreria è possibile acquistare la ‘Guida Vini di Puglia 2015’, e ‘La Puglia è servita 2015’, che descrivono il meglio della ristorazione ed ospitalità Pugliese, e della enologia regionale. Edite da Tirsomedia, da gennaio saranno scaricabili in formato iOS e Android per smartphone, permettendo a turisti di passaggio, e a pugliesi appassionati di enogastronomia, di sfruttare la geolocalizzazione per individuare le eccellenze tra ristoranti, luoghi di accoglienza e cantine, selezionate da queste Guide accurate.

La presentazione a Bari, presso il Pietrasole Metaresort di Bari, è stata condotta da Vittoria Cisonno, editore e curatore delle Guide, e dal giornalista Antonio Stornaiolo, in una vivace serata con piacevoli note di allegria.

Momento centrale, la premiazione di talenti emergenti nel campo della ristorazione e della enologia regionale. Molti giovani, che promettono di mettere a valore la tradizione culinaria e vitivinicola delle Puglie.

Per la diciannovesima edizione de “La Puglia è Servita”, sono diverse le categorie di ristoratori ed albergatori, distintisi per l’impegno profuso nei 12 mesi precedenti, che vengono premiati dal Senatore Dario Stefàno, dall’ex Euro Parlamentare Salvatore Tatarella e da Maria Teresa D’Arcangelo, dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari.

Miglior “chef emergente” è Mario Musci, della cucina di Gallo Restaurant di Trani; miglior cantina di ristorazione risulta quella del ristorante Falsopepe di Massafra (Ta); premio alla carriera a Lello Lacerenza, patron del ristorante Antica Cucina 1983 di Barletta. Miglior Ristomare risulta “Osteria La Banchina” di Trani; premio sezione Ristoranti al “Biancofiore” di Bari; per la sezione Trattorie, vince “La Bottega dell’Allegria” di Corato (Ba); miglior “Fornello” a “La R’gonett” di Casamassima(Ba); miglior vineria “Giardini 36“ di Cisternino (Br). Notevoli per la Ospitalità Pugliese, le sezioni Masseria, dove la spunta la “Masseria Copertini” di Vernole (Le); per i Bed&Breakfast, premio a “Palazzo D’Auria Secondo” di Lucera (Fg); infine premio miglior “dimora” a “Masseria Marzallossa” di Fasano (Br).

Per l’edizione 2015, “La Puglia è servita” si è rifatta il look con una nuova veste grafica accattivante, e con una nuova copertina, dove le vignette hanno ceduto il posto alle icone, simbolo della nuova quotidianità digitale e dal significato immediato. 209 pagine suddivise in dieci sezioni : recensiti 19 ristomare, 70 ristoranti, 21 trattorie, 13 fornelli, 23 vinerie, 20 masserie, 25 bed & breakfast, 41 dimore, 14 cantine, 3 frantoi organizzati per l’accoglienza enoturistica.

Passiamo alla premiazione delle categorie della Guida Vini di Puglia, giudicati da una giuria composta da membri di AssoEnologi, Ais Bari e ONAV Puglia. Rigorosamente degustate al buio, le 123 aziende hanno presentato circa 350 vini, pazientemente degustati, con 32 etichette premiate per la qualità dei vini proposti.

Nella Categoria Bollicine, confermato il primato e l’esperienza di d`Araprì, con il suo Spumante Classico – d’Araprì Gran Cuvée XXI Secolo, 2008.

Per i Bianchi, premiati nella Daunia, D`Alfonso del Sordo con “Dammisole” Moscato Puglia Bianco igp 2013. Per l’Alta Murgia: Santa Lucia, con Gazza Ladra Puglia Bianco igp 2013. Nella sezione Magna Grecia vince Vetrere, per Crè Salento Bianco igp 2013. In Salento, la spunta Masseria Altemura grazie al suo Salento Bianco igp 2013.

Per i Vini Rosati, cavallo di battaglia della nostra regione, riconoscimenti al pluripremiato Leone de Castris, per il Salento col “Five Roses Anniversario”, Salento Rosato igt 2013 e a Cosimo Taurino, con “Scaloti”, Salento Rosato igp 2013.

Nella categoria Vini Dolci, salgono sul podio per l’Alta Murgia, Agrinatura con l’etichetta “Dolce Rosalia”, Moscato Bianco doc 2013. In Bassa Murgia e Valle d’Itria, Botromagno col suo “Gravisano”, Passito Murgia Bianco igp 2008. Nella Magna Grecia tarantina, premiato Antico Palmento per “La Dolce Vite” Primitivo di Manduria Dolce Naturale dop 2009, da noi degustato nella stessa serata, che colpisce per il rapporto armonico tra grado alcolico e residuo zuccherino.

La vasta categoria dei Vini Rossi ha voluto dare prestigio ai tre vitigni autoctoni più rappresentativi, in base alle rispettive aree. Partendo dalla Daunia: L’Agricola Paglione, segnalata “Perazzelle” per il Cacce’Mmitte di Lucera doc 2012, piacevolmente gentile al palato grazie al lavoro di questa giovane azienda biologica, a conduzione familiare; Paradiso, con “Angelo Primo”, Puglia Rosso igt 2010; e Spelonga con un Primitivo ‘foggiano’, Puglia Rosso igp 2012. Verso l’Alta Murgia, la riconferma di Rivera – ritira il premio il capostipite della famiglia De Corato – per “Il Falcone”, Castel del Monte Riserva Rosso doc 2009; Tormaresca con “Bocca di Lupo”, Castel del Monte Rosso doc 2010. Scendendo in Bassa Murgia e Valle d’Itria, la massafrese Amastuola, convince il “Centosassi” Puglia Rosso igp 2011; Centovignali per “Pentimone”, Gioia del Colle dop 2011; e la new entry di Masseria Ludovico, grazie a un accattivante e balsamico Primitivo Tarantino igp 2012; poi Tenute Chiaromonte con il patron Nicola, per il suo ormai classico “Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto” Gioia del Colle doc 2011. Verso la Magna Grecia, terra del Primitivo di Manduria: Antica Masseria Jorche, “Primitivo di Manduria”, Riserva Rosso dop 2010; Tenute Eméra con l’“Anima di Negroamaro”, Lizzano Rosso dop 2012; Varvaglione Vigne & Vini, “Papale Oro” Primitivo di Manduria dop 2012. Terminando a sud coi Negramaro del Salento, e non solo: Apollonio per “Valle Cupa” Salento Rosso igp 2007; Baldassarre con “inPrimis” Salento Rosso igp 2012; Cantele, “Fanoi” Salento Rosso igt 2010; Carvinea per il suo Salento Rosso igp 2011; Castello Monaci la spunta con “Artas”, Salento Rosso igp 2012; Conti Zecca si conferma col “Conti Zecca” Salento Rosso igt 2011; Due Palme, “Selvarossa”, Salice Salentino Riserva Rosso dop 2011; Mocavero per “Puteus”, Salice Salentino Riserva Rosso dop 2010; Paolo Leo per “Passo del Cardinale”, Primitivo di Manduria dop 2012; infine Vinicola Resta per lo Squinzano, Rosso doc 2011.

La Guida Vini di Puglia 2015, in 192 pagine, è giunta appena alla seconda edizione, e già funge da utile complemento per la sorella maggiore, dedicata alla accoglienza e ristorazione pugliese di qualità. La scelta editoriale ha deciso per la disposizione di cinque macroaree vitivinicole della regione: Daunia, Murgia, Valle d’Itria e Bassa Murgia, Magna Grecia e Salento. A mio parere queste meglio raccontano la varietà di microclimi e peculiarità pedo-climatiche delle Puglie, oltre che i disciplinari di produzione. Importante includere la Valle d’Itria nella bassa Murgia, più simile per terroir alla valle dei Trulli, che alla zona di Alta Murgia e Castel del Monte. Spazio anche per i tre vitigni maggiormente rappresentativi del territorio, Negroamaro, Primitivo e Nero di Troia, con una sezione dedicata in apertura. Oltre ai premiati per la bontà delle produzioni, la guida ha assegnato anche una menzione speciale a quelle etichette che si sono distinte per il più vantaggioso rapporto qualità/prezzo.

Pregevole serata di gala, ottimamente condotta e organizzata, alla presenza di tanti enologi e maestri del Vino, con buffet ben orchestrato dalla cucina del Metaresort Pietrasole, e una degustazione di Olio della Masseria Ciura, a Massafra. Aperte le etichette premiate, alla presenza degli stessi produttori e cantinieri. La Puglia è servita bene, con questi Vini e queste giovani promesse.

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