La cantina Conti Zecca di Leverano, Nero Sudest e Terra

La cantina Conti Zecca di Leverano, Nero Sudest e Terra

La famiglia nobiliare Zecca si trasferisce da Napoli a Leverano e poi a Lecce nel 1580, dov’è proprietaria di un vasto feudo di 800 ettari, tra uliveti e vigneti.

Nel 1884 Papa Leone XIII gli attribuisce il titolo nobiliare di ‘Conti’, e l’imbottigliamento inizia nel 1890.

Le proprietà si distendono tra Leverano e Salice Salentino, adagiandosi su quattro tenute, che danno il nome alle odierne linee di imbottigliamento. Le Selezioni: Santo Stefano e Cantalupi; le linee per la Ristorazione e Grande Distribuzione: Donna Marzia e Saraceno. Queste terre addobbate a filari e ulivi incorniciano la cittadina di Leverano, cuore del Salentu vero, interno ma non troppo lontano dalle favolose spiagge di Porto Cesareo, Nardò e Gallipoli. Quel Salento da cartolina, che ha avuto una ascesa nell’immaginario del vacanziere Italiano, per l’armonioso connubio tra mare chiaro, clima ideale e vini e cucina di gusto.

Visitiamo la Tenuta Donna Marzia, che per prima accoglie i visitatori che provengano da Taranto, e dalla strada litoranea di Porto Cesareo.

IMG_1518Troviamo donne e uomini intenti a curare la vigna, nel terreno di origine alluvionale, tra impianti recenti, di età inferiore ai dieci anni e cordoni speronati di età maggiore.

Conti Zecca si fregia fieramente di essere ‘Azienda Agricola’, e l’immediata contiguità dei vigneti alla comunità cittadina e alla cantina, permettono di mantenere il diretto controllo dell’intera filiera. Non vengono utilizzate uve provenienti da altre zone, se non queste distese tra Salice Salentino e Leverano, né ulteriori uve da taglio, rispettando in pieno i disciplinari delle zone di produzioni di Vini Leverano DOC e Salice Salentino DOC.

Negli ultimi tempi, la cantina si è anche fregiata della certificazione MAGIS, per la agricoltura sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico.

Visitiamo la cantina con la Delegazione AIS di Taranto, alla fine del percorso di I livello del Corso da Aspiranti Sommelier, classe di Manduria.

L’impianto di imbottigliamento permette di imbottigliare 4000 bottiglie all’ora.

IMG_1519Ci vengono mostrate le vasche di cemento degli anni Cinquanta, risalenti all’epoca di costruzione della intera cantina, a tutt’oggi perfettamente funzionanti, che permettono di mantenere costante la temperatura del vino base, mediante il passaggio dell’acqua nella struttura in vetro-resina.

Ci spostiamo al centro del cortile, circondati da due palazzine, alte quattro piani in cemento, che costituiscono le camere di compensazione entro cui viene pompata ed espulsa aria calda e fredda.

Finalmente visitiamo la Bottaia, che ospita varie botti in legno di Slavonia, a ciclo di vita trentennale, che ogni 10 anni vengono svuotate e ripulite.

IMG_1524La produzione annua si attesta sui 2 milioni di bottiglie e visitando il magazzino, spiccano le bottiglie destinate ai mercati internazionali, che rappresentano la destinazione di più del 30 per cento della produzione vinicola. Tant’è, che ottimamente mi riaffiora il ricordo di una imbattibile bottiglia di Donna Marzia, aperta in occasione del compleanno di una amica bergamasca, con lo stesso nome Marzia, a Sydney, Australia.

Al termine del tour della cantina, incontriamo Walter Basile, rappresentante dell’azienda per l’area di Taranto, che ci racconta dell’evoluzione della cantina, con cui ha iniziato la collaborazione 25 anni fa, quando si produceva solo Donna Marzia. Insieme a lui l’enologo dottor Romano, che proprio in quegli anni, avviò le selezioni di ‘vino studio’ dei vitigni con cui oggi vinificano l’etichetta Nero, e hanno permesso di aumentare lo standard qualitativo della produzione.

Negli anni sono giunti i riconoscimenti per questa ricerca, nel rispetto dei vitigni e delle tradizioni: Gambero Rosso premia Conti Zecca come prima azienda, in Puglia per la continuità nella produzione di vino di qualità, e la linea Donna Marzia viene segnalata per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.

IMG_1534L’enologo Romano ci guida alla degustazione di tre calici riempiti per noi.

Apre il Sudest, frizzante rosato di Negramaro che si sposa bene col caldo della giornata, 21° C di maggio pugliese. Rivisitazione in chiave moderna del metodo Charmat, rifermentato in autoclave a 2 atmosfere. Fresco e profumato, si può bere a tutto pasto e si abbina con la cucina marina della costa Jonica.

Segue Nero, il Negroamaro di punta di Conti Zecca. La scelta aziendale ha voluto andare oltre la classica vinificazione in purezza, con l’innovazione nel blend di un 30% di Cabernet Sauvignon, conferendo più alta acidità e smussando i tannini spigolosi, caratteristici del principe del Salento. La ricerca enologica è proseguita nello spingere il vitigno, piuttosto difficile da gestire, a una sovramaturazione, in cassetta, o su pianta nelle annate più calde, conferendo morbidezza ai tannini e mantenendo la complessità del vino. Questa sovramaturazione può superare di 10-15 giorni le date classiche della vendemmia, un po’ come l’Amarone. Completa la morbidezza di questo vino, la raccolta a mano dell’uva.

Conclude Terra, Aglianico 85% Negramaro 15%, anche qui l’azienda predilige gli accorgimenti di sovramaturazione nella vendemmia. Com’è noto l’Aglianico non è propriamente della zona: questi esemplari di piante furono selezionati e prelevati direttamente da Venosa, e ivi impiantati 30 anni fa. Matura ad ottobre, delizia coi fitti tannini. Va in barrique di legno francese per 14 mesi, 16 mesi in botti di rovere e passa 6 mesi di affinamento in bottiglia.

IMG_1545Consigliata vivamente una capatina a Porto Cesareo, per constatare di persona la bontà del pescato fresco dello Jonio, che ben si sposa con alcuni di questi vini.