Birra Moretti le Regionali: Pugliese Lucana. Falsa tradizione artigianale, vera trovata commerciale

Birra Moretti le Regionali: Pugliese Lucana. Falsa tradizione artigianale, vera trovata commerciale

Da poco tornato in Italia, sono tempestato di pubblicità in radio e tv delle nuove ‘Regionali’. Birra Moretti, la ex birra degli italiani, ha deciso di puntare ‘sui prodotti tipici’ delle regioni italiane.

La ‘nostra’ birra regionale Pugliese, è prodotta con fico d’india e grano arso, che “donano a questa birra dalla spiccata personalità un sapore secco con note fruttate”.

Passando da Matera e Melfi, la birra regionale ‘Lucana’: viene prodotta con alloro e orzo maltato.

Operazione commerciale alla ‘Americana’: in Puglia non usiamo il fico d’india nella preparazione di bevande, tranne qualche distilleria di Alberobello. Il grano arso è tipicamente pugliese, della storia ancestrale e umile delle campagne tra Bari e Foggia. Qui, i contadini potevano ricavare farina, dal grano bruciato intorno alle coltivazioni del feudatario locale, che li permetteva solo quella raccolta. Questa farina ricavava il caratteristico colore nero dalla bruciatura e il sapore amaricato dell’arsura.

In Basilicata o Lucania, si approvigionano alcune birrerie italiane artigianali e industriali, per la qualità dell’orzo. Ma anche qui, oltre la tradizione di Barile e del Vulture, sono i vini a rappresentare la tradizione del buon bere.

Puglia e Lucania non hanno una tradizione di birreria artigianale. Il nuovo trend nei bar, risoranti, pizzerie, pub è quello di vendere birre in luogo del vino, perché un prodotto tipicamente Estero come la birra, va pagato di più del prodotto locale, il vino.

Non amo la mistificazione dei costumi, e personalmente sceglierò sempre un vino, locale o estero, rispetto alla birra imposta da una multinazionale come la Heineken, terzo gruppo mondiale per distribuzione di birre. Allora preferisco i piccoli birrifici locali, in Puglia e in tutta Italia che legano veramente la scelta delle materie prime, al territorio. Per esempio a Triggianello, e a Lecce.

Qui invece si vuole sfruttare commercialmente il nome delle regioni italiane, il nostro bagaglio di tradizioni, di cucina, di risorse agroalimentari! Per fare vendere agli Americani.

Rispetto della tradizione birraria, e innovazione con l’uso di materie prime locali.

Altrimenti la grande distribuzione continuerà a propinarci la birra al fico d’India, invece del vino invecchiato nei Sassi di Matera (lancio questa idea per qualche cantina intraprendente!).

Una annotazione gusto-olfattiva: queste birre sono dolcissime. Come fate a berle? Forse sono fatte per un pubblico giovane, che ama venire edulcorato, e magari abbinare le birre a patatine fritte e al forno!

Moretti-Regionali-1200x565Mi è capitato di vendere tali birre, all’Estero in Paesi dove c’è una tradizione birraria e dove sono apprezzate veramente le tipologie artigianali. All’Estero possono suscitare interesse, da parte di consumatori che conoscono grossolanamente il nostro Paese, ma sono certamente incuriositi da un prodotto tipicamente Nord Europeo, la birra ma prodotto nella patria del vino, l’Italia. Anche quei bevitori, mi confermavano che andava bene come drink per turisti. Ma chi era stato in Italia apprezzava maggiormente le storiche marche, ben più leggere in alcool e in robustezza, anche grazie ai malti locali utilizzati, rispetto alle tipologie ceke e centro-europee.

Slow Food, Slow Life, Slow Beer.

Na zdrowie, alla salute delle birre autentiche.

Opinioni simili espresse da Slow Food e sul blog di Chiaraduovo.

 

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Trekking in Lucania, tra boschi e daini: Irsina e Monte Ursi, a Matera, Basilicata

Green Puglia collabora con  ASD Arneotrekking, per una nuova serie di escursioni naturalistiche e percorsi di trekking. Terza tappa in Lucania, il delizioso borgo di Irsina e Monte Ursi, in provincia di Matera che felicemente ci riporta un’altra volta, alla GreenLucania.

Domenica 29 marzo, per la serie di itinerari denominati “i borghi del Salento & non solo…” vi proponiamo una nuova escursione alla scoperta di alcuni dei Borghi più belli della Basilicata, ed esattamente quello di Irsina. Un viaggio tra storia e suggestioni di una terra magica.

La cittadina di Irsina, è circondata da un paesaggio di estrema bellezza. Dai belvedere del borgo antico è possibile ammirare un territorio davvero unico, mai monotono, caratterizzato da verdi colline e rilievi montuosi ricchi di boschi. Di notevole interesse, sono anche gli insediamenti e le chiese ubicate nelle immediate vicinanze della cinta fortificata. Guardando le colline irsinesi colpisce la macchia del bosco di Verrutoli, luogo ancora selvaggio, ricovero di un gruppo di daini che vive liberamente nella riserva. Irsina è circondata dalla valle del fiume Bradano, il quindicesimo fiume italiano per lunghezza (120 chilometri). La scelta del sito testimonia la capacità dell’uomo del passato di valutare la localizzazione più idonea per stanziarsi. A undici chilometri da Irsina si trova monte Irsi, zona di straordinaria importanza per la presenza del sito archeologico. Abitato sin dall’età del ferro, fu scelto dai romani perché collocato sulle maggiori vie di comunicazione dell’epoca come testimoniano alcuni resti della villa romana rinvenuta negli scavi effettuati.  Sono inoltre visibili i resti dell’antico monastero risalente al XII secolo.

Ritrovo dei partecipanti: ore 9.30 a Irsina (Matera).

Da portare con sé: scarpe da trekking (consigliate), abbigliamento tecnico, bastoncini da trekking, zainetto contenente (acqua, kit di primo soccorso, pranzo a sacco, una torcia), macchina fotografica.

Questa escursione presenta un grado di difficoltà medio (E).
Per informazioni e prenotazioni, contattare Roberto D’Arcangelo al numero 329.31.90.420 o via mail scrivere a greenpugliablog@gmail.com .