Fabiana Vini, il Primitivo di Manduria che parla Americano

Fabiana Vini, il Primitivo di Manduria che parla Americano

Fabiana è nata in una terra di vino, una terra che ha incontrato sin dai tempi della Magna Grecia i favori della Natura. Vini famosi per la spiccata fertilità del terreno e per gusti importanti, prodotti a San Giorgio Jonico e dintorni, per le famiglie Patrizie dell’Impero Romano, dalla zona circostante il Mar Piccolo di Taranto. Oggi Fabiana Vini porta avanti la bandiera del Made in Italy, della Puglia da bere, nel nuovo Impero: quello Americano.

La abbiamo incontrata dopo vari vagabondaggi da parte di entrambi (!), mentre lei è immersa nella vendemmia 2016. La location scelta è l’Oblò, di Lido Gandoli a Leporano Marina. Proprio la spiaggia delle famiglie aristocratiche, greche, romane e tarantine.

20160716_194838.jpgLa storia della cantina Fabiana arriva da lontano, quando la famiglia Barulli già produceva olive, frutta e uva, dalle terre disseminate nel Tarantino sino a Massafra, e i piccoli Fabiana e Michele giocavano rotolandosi nel fango, durante le vendemmie e raccolte. Negli anni, i ragazzi si sono impegnati per passare alla vinificazione e esportazione, organizzando i compiti. Michele, sommelier e vigneron, impegnato presso le campagne, e Fabiana, ambasciatrice del vino Pugliese negli USA.

Una scelta che ha premiato la famiglia, esempio della nuova onda di cantine pugliesi, che finalmente hanno smesso i panni di semplici produttori di ottime uve e conferitori, per divenire produttori di qualità e commercianti.
Ricordiamo che la Puglia è prima produttrice di uve, in Italia, e alcuni tra i più grandi vini Italiani, sono tuttora prodotti grazie alla forza espressiva delle nostre uve. Perché la Green Puglia è una terra unica, capace di regalare vitigni forti, vini emozionanti e sensazioni uniche. Discorso analogo per le olive da Olio EVO Extravergine di Oliva.

11218063_861279473950757_7695037595801718033_nAbbiamo avuto il piacere di conoscere in precedenza Michele Barulli, autentico conoscitore della pratica enologica, che insieme al capostipite della famiglia, conduce una azienda agricola nel rispetto della natura, secondo una filosofia produttiva compatibile con la natura, che non abbisogna di certificazione.
La bella Fabiana è stata investita dell’onòre del nome, dei vini di famiglia, e dell’ònere di testimoniarne il valore nel mercato Americano, saggiamente scelto perché di riferimento, con risultati positivi in termine di apprezzamenti, della Puglia intera come terra unica, di vacanze e di vini, per il pubblico degli Stati Uniti che è abituato a riferirsi alla Toscana, come ‘campagna d’Italia’.

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A noi è piaciuto il Primitivo Calidus, sincero esempio di quel che è il Primitivo di Manduria, vino importante, dai caratteristici frutti rossi, valorizzati dalla maturazione in botti per 4-5 mesi, fino alla leggera tostatura che gli permette di aggiungere al bouquet di sapori, la liquirizia e la marmellata di prugne.
10689667_754847854593920_8177244872579943970_nIl progresso enologico è stato visibile negli ultimi anni, e alla degustazione di oggi, i vini sono stati accompagnati perfettamente con i formaggi selezionati da Mimmo, gentile padrone di casa dell’Oblò e prodotti da In Masseria. Ci ha emozionato particolarmente il Don Carlo, ‘il formaggio’ pugliese per eccellenza della Masseria del Duca, un vaccino stagionato in masseria, che riporta alla mente i sapori del passato glorioso, della provincia tarantina che ospita da secoli, allevamenti di qualità e produzioni casearie caratteristiche. Sposava perfettamente il Primitivo, sgrassando il formaggio e mettendo in risalto il tannino e i frutti rossi, in un abbinamento regionale consigliato, per tipicità e tradizione.

Uve: Primitivo, Negroamaro, Chardonnay, Fiano
Fascia di prezzo: da 5 a 15 euro
Etichette: Calidus, Kalema, Fiocco, Nonna Cecca

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Is this a dream: I Pastini white wines from the Valle d’Itria

Green Puglia keep on the route of Pugliese Wines communication. Here’s the English adaptation by Valerie Rice of Puglian Pleasures, to the former review of I Pastini by Angelo Laveneziana. Stay tuned with Whites from Valle d’Itria, and next reviews to come.

Puglian Pleasures

Rows of vines at I Pastini Vineyard I Pastini Vineyard

Originally posted by Green Puglia, written in Italian by Frank Maglio, adapted by Puglian Pleasures for our English readers.

This is a dream: Angelo Laveneziana, a young Sommellier living in London, thinks to himself as he samples some of the best white wines from the I Pastini vineyard in Locorotondo, in the Valle d’Itria of Italy. Working in collaboration with Green Puglia, Angelo reviews the relatively undiscovered white wines of this region.

When we speak of Puglian wines, many people automatically think of big bold reds, which are increasing in popularity, both nationally and internationally amongst wine enthusiasts. However, there’s so much more to Puglian wines, and the true workhorse behind this new phenomenon is the humble white grape, which is receiving an increasingly broad consensus on the part of those who enjoy sipping quality in the glass.

Rows of Vines running parallel with the railway line In particular, we are talking about…

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Sogno o son desto: I Pastini, bianchi della Valle d’Itria nel calice

Green Puglia si arricchisce della collaborazione con Angelo Laveneziana, Sommelier con esperienza a Londra. Ecco una review sulla Cantina i Pastini, di Locorotondo, Bari, in Valle d’Itria.

imageQuando si parla di Puglia vitivinicola, si pensa subito ai grandi rossi, che stanno tracciando un percorso storico di visibilità notevole nel panorama nazionale ed internazionale. Ma non tutti sanno e conoscono, invece, realtà emergenti, che fanno dei vini prodotti a bacca bianca, il loro cavallo di battaglia. Ricevendo un sempre più ampio consenso da parte di chi ama la qualità nel bicchiere. Per intenderci, parliamo di Valle d’Itria, e dei lunghi filari di vigneti di Verdeca, Fiano Minutolo (dal 2013 Minutolo) e Bianco d’Alessano de I Pastini, che si distendono lungo il tracciato delle Ferrovie del Sud-Est, e quasi sembrano abbracciare l’antico borgo di Locorotondo. Qui il clima favorevole, che presenta una escursione termica importante, aggiunta alla ventilazione pressocchè continua, ed un terreno prevalentemente calcareo, fanno sì che i vini prodotti presentino componenti e profumi differenti, rispetto a quelli prodotti nelle diverse aree della regione.

Da qualche anno, sorprende piacevolmente la produzione della versione Brut del Verdeca: ottimo con gli antipasti, i primi piatti, le nostre verdure mediterranee, alcuni formaggi non stagionati e con le insalate di mare. Insomma una bollicina piacevole, dotata di quella punta acidula quanto basta, e che ricorda delicati sentori floreali, mela verde insiemi a sentori agrumati ed erba appena tagliata. Vino piacevole ed essenziale, la cui bottiglia va oltre, è da vetrina, per gli appassionati. Un discorso a parte si merita il nostro Minutolo pugliese, vitigno che, alla pari del Susumaniello (vincitore di un Concorso Rosati), sembrava destinato a scomparire, se non fosse stato per alcuni enologi, tra cui Gianni Carparelli, che lo hanno saputo valorizzare con intraprendenza e passione, tenendo conto delle reali potenzialità del vitigno.

imageA sostegno dell’autoctono della Valle d’Itria, ecco il progetto “Adotta il Minutolo”, attraverso il quale ciascuno può gestire la propria vigna, vederla crescere comodamente da casa e ricevere, in seguito, il frutto del duro lavoro svolto in vigna ed in cantina. Una bella idea per promuovere questo tipo di bacca bianca, e rendere tutte le persone più vicine al territorio Murgese. Il Minutolo si presenta con un colore giallo paglierino, con delicati profumi floreali e fruttati ed una propria aromaticità pronunciata, sostenuta da un’equilibrata acidità. Anche per queste sue caratteristiche, lo scorso anno durante un incontro organizzato da Slow Food in Polonia, I Pastini ha meritato una verticale di Minutolo, con etichette che partivano dalla vendemmia 2013 fino ad arrivare a bottiglie gelosamente custodite sin dal 2003. Il risultato di questo assaggio guidato, ha permesso di apprezzare le potenzialità del vitigno che, grazie alla sua fresca aromaticità, mantiene struttura e complessità, e regala nel tempo nuovi profumi di frutta matura, nuovi aspetti vegetali ed accenni di tostatura. imageCosì la Puglia del Vino si arricchisce di un altro tassello, diventando ancor più variegata ed appetibile. Oltre a poter contare su tanti prodotti a Kilometro Zero, e su vitigni autoctoni a bacca rossa, finalmente raccontando di notevoli vini bianchi, che potranno dare soddisfazioni ai palati più esigenti, sorseggiando un bicchiere di Valle d’Itria.

di Angelo Laveneziana